recupero sottotetti

Il recupero dei sottotetti, normativa sismica ed incentivi statali

Recupero sottotetti, a quale normativa ed incentivi fare appello? Lo spieghiamo in maniera dettagliata nell’articolo che segue. Continua a leggere

diagnosi energetica

Diagnosi energetica: la nuova norma UNI/TR 11775

Diagnosi energetica: importanti novità per gli EGE!

E’ stata pubblicata – con entrata in vigore lo scorso 19 marzo 2020 – la nuova Norma UNI/TR 11775 sulla diagnosi energetica degli edifici con l’obiettivo di fornire una linea guida operativa per l’effettuazione della diagnosi energetica degli edifici secondo le UNI EN 16247. Partendo da un diagramma di flusso che schematizza le varie fasi del processo di diagnosi, il rapporto tecnico fornisce quindi indicazioni di dettaglio su ciascuna di esse, dal contatto preliminare con il cliente alla redazione del rapporto finale.

In particolare il rapporto tecnico costituisce una linea guida per l’applicazione della UNI CEI EN 16247-2 sulla diagnosi energetica degli edifici. Fornisce indicazioni e modalità operative per:

– la raccolta e l’analisi delle spese energetiche;

– la raccolta e l’analisi delle documentazioni tecniche disponibili e la definizione dei controlli e delle verifiche edili e impiantistiche;

– la definizione dei fattori di aggiustamento dei consumi fatturati;

– l’analisi dei servizi energetici;

– la costruzione dell’inventario energetico;

– il calcolo degli indicatori di prestazione energetica;

– l’individuazione di azioni di miglioramento dell’efficienza energetica;

– l’analisi costi-benefici;

– la valutazione della priorità degli interventi.

Entriamo nel dettaglio: La norma è composta da 5 parti

  • Parte 1: Requisiti generali
  • Parte 2: Edifici.
  • Parte 3: Processi.
  • Parte 4: Trasporto.
  • Parte 5: Competenze dell’auditor energetico.

Dopo aver definito i requisiti del REDE (REferente della Diagnosi Energetica)  e le caratteristiche fondamentali di una diagnosi energetica, si descrivono punto per punto le fasi della procedura. Particolare approfondimento viene dedicato alla fase di analisi, che costituisce il momento più complesso a livello tecnico. I REDE avranno a disposizione, in allegato alle linee guida, un modello di Report di diagnosi, che contiene tutte le informazioni utili da raccogliere per lo svolgimento della diagnosi.

Si precisa tuttavia che il modello di report non è da intendersi come un modello rigido, ma potrà essere modificato in base alle esigenze di diagnosi e alla situazione specifica, nel rispetto della procedura descritta nel rapporto tecnico

Scopo e campo di applicazione

Il rapporto tecnico fornisce indicazioni e modalità operative per: –

  • la raccolta e l’analisi delle spese energetiche;
  • la raccolta e l’analisi delle documentazioni tecniche disponibili e la definizione dei controlli e delle verifiche edili e impiantistiche;
  • la definizione dei fattori di aggiustamento dei consumi fatturati;
  • l’analisi dei servizi energetici;
  • la costruzione dell’inventario energetico; –
  • il calcolo degli indicatori di prestazione energetica;
  • l’individuazione di azioni di miglioramento dell’efficienza energetica;
  • l’analisi costi-benefici;
  • la valutazione della priorità degli interventi.

 

Il  rapporto tecnico sulle diagnosi energetiche degli edifici prende in considerazione i servizi energetici dell’edificio che sono atti a garantire il benessere degli occupanti e la fruizione dello stesso da parte degli utilizzatori. Sono considerati i servizi di:

  • climatizzazione invernale;
  • climatizzazione estiva;
  • produzione di acqua calda sanitaria;
  • ventilazione;
  • illuminazione;
  • trasporto (interno)

Al seguente link il sito UNI per l’acquisto

http://store.uni.com/catalogo/uni-tr-11775-2020?josso_back_to=http://store.uni.com/josso-security-check.php&josso_cmd=login_optional&josso_partnerapp_host=store.uni.com

 

 

Ing. Angela Mastrandrea

 

 

cantieri edili

Cantieri edili e tutto quello che bisogna sapere su il giornale di lavoro

Cantieri edili e appalti pubblici : andiamo ad esaminare uno strumento particolare: il giornale dei lavori.

Il giornale dei lavori è uno strumento contabile per la gestione dei cantieri edili. Il suo utilizzo, è stabilito per i lavori  nei quali si applica il codice dei contratti pubblici, dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 7 marzo 2018, n. 49, Regolamento recante: “Approvazione delle linee guida sulle modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione”: tra gli strumenti per l’esercizio dell’attività di direzione e controllo, all’articolo 3. Al di fuori dei lavori pubblici invece, è previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”: tra i documenti che devono essere presenti in cantiere, all’articolo 66, all’interno del Capo II – Disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica.

Queste norme ne prevedono obbligatoriamente l’istituzione allo scopo di tutelare rilevanti interessi collettivi, quali: la spesa per opere di interesse pubblico o la stabilità degli edifici. Tuttavia, nulla vieta che possa essere adottato anche al di fuori di questi ambiti, trattandosi di una buona prassi.

Le linee guida definiscono con precisione contenuto e funzione del giornale dei lavori. Viene predisposto dal direttore dei lavori e le sue registrazioni sono redatte da lui stesso o dai direttori operativi o ispettori a ciò delegati. Le registrazioni sono datate, firmate e rispettano l’ordine cronologico. Devono essere registrati almeno:

  • l’ordine, il modo e l’attività con cui progrediscono le lavorazioni;
  • la qualifica e il numero degli operai impiegati;
  • l’attrezzatura tecnica impiegata per l’esecuzione dei lavori;
  • l’elenco delle provviste fornite dall’esecutore, documentate dalle rispettive fatture quietanzate, nonché, quant’altro interessi l’andamento tecnico ed economico dei lavori, ivi compresi gli eventuali eventi infortunistici;
  • l’indicazione delle circostanze e degli avvenimenti relativi ai lavori che possano influire sui medesimi, inserendovi le osservazioni meteorologiche e idrometriche, le indicazioni sulla natura dei terreni e quelle particolarità che possono essere utili;
  • le disposizioni di servizio e gli ordini di servizio del RUP e del direttore dei lavori;
  • le relazioni indirizzate al RUP;
  • i processi verbali di accertamento di fatti o di esperimento di prove;
  • le contestazioni, le sospensioni e le riprese dei lavori;
  • le varianti ritualmente disposte, le modifiche od aggiunte ai prezzi.

La nuova versione del manuale di riferimento per tutti gli operatori della sicurezza nell’edilizia, presenta un ricco apparato di tabelle, schemi e disegni: in appendice anche modelli di comunicazione e modulistica indispensabile.

I dati relativi a giornate lavorate, all’utilizzo dei mezzi d’opera e alle quantità di materiali messi in opera, possono essere anche registrati (dagli ispettori incaricati) su brogliacci e raccolti in liste settimanali, poi  controfirmate dall’appaltatore e raccolte separatamente. Il direttore dei lavori, se affida ai suoi collaboratori la redazione del giornale dei lavori, periodicamente ne verifica le registrazioni controfirmandole e  aggiungendo le sue osservazioni, se necessario. Nel fare ciò rispetta sempre il criterio cronologico.

 

Così come gli altri documenti contabili dei lavori, anche il giornale dei lavori può, anzi deve, se l’importo dei lavori è superiore a 40.000 euro, essere tenuto con strumenti informatici. Questi strumenti che devono essere preliminarmente accettati dal RUP, devono avere caratteristiche tali da:

  • garantire l’autenticità, la sicurezza dei dati inseriti e la provenienza degli stessi dai soggetti competenti;
  • essere interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari, ovvero i dati registrati devono avere formati tali da potere essere letti e scritti anche da software diversi da quello con il quale sono stati creati.

Il Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale” definisce i criteri che devono essere adottati dagli strumenti informatici utilizzati a questo scopo.

 

Fonte: teknoring

Schermature solari

Novità schermature solari: tutto quello che c’è da sapere

Schermature solari: tutto quello che c’è da sapere e le novità del settore.

Il 25 marzo 2020 è stato aggiornato il VADEMECUM  dell’ENEA relativo alle detrazioni per l’acquisto e posa in opera di schermature solari.

Infatti, ai sensi della Legge 296/2006, sono agevolabili l’acquisto e la posa in opera di schermature solari e/o chiusure tecniche mobili oscuranti elencate nell’allegato M al D.Lgs. 311/2006, montate in modo solidale all’involucro edilizio o ai suoi componenti, e , installate sia all’interno che all’esterno o integrate alla superficie vetrata.

 

L’ENEA, per ciascun intervento di risparmio energetico che permetterà di accedere alle detrazioni fiscali, ha messo a punto un vademecum che aiuta tecnici e privati ad inviare correttamente la documentazione sul portale apposito.

 

Quali sono le nuove disposizioni per le schermature solari?

Vediamo insieme quello che indica il nuovo vademecum.

Chi può accedere?

Possono beneficiare dell’agevolazione tutti i contribuenti che:

  • sostengono le spese di riqualificazione energetica;
  • possiedono un diritto reale sulle unità immobiliari costituenti l’edificio.

I contribuenti, in alternativa all’utilizzo diretto della detrazione fiscale, possono optare per la cessione del credito.

Che tipo di edificio?

Gli edifici interessati all’agevolazione sono quelli che siano esistenti alla data d’inizio dei lavori, ossia accatastati o con richiesta di accatastamento in corso, e in regola con il pagamento di eventuali tributi.

Entità del beneficio

  • per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2020, la percentuale di detrazione è assunta pari al 50%;
  • per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2020, per interventi sulle parti comuni condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di un condominio, l’aliquota di detrazione è pari al 65%.

Il limite massimo della detrazione ammissibile è pari a 60.000 euro per unità immobiliare.

Spese ammissibili

Sono portate in detrazione le spese riguardanti:

  • fornitura e posa in opera di schermature solari e/o chiusure oscuranti tecniche;
  • eventuale smontaggio e dismissione di analoghi sistemi preesistenti;
  • prestazioni professionali (produzione della documentazione tecnica necessaria, direzione dei lavori etc.);
  • opere provvisionali e accessorie.

 

Documentazione da trasmettere all’ENEA

La documentazione deve essere trasmessa all’Enea entro i 90 giorni dalla data fine dei lavori o di collaudo delle opere, unicamente la scheda descrittiva dell’intervento: attraverso l’apposito portale relativo all’anno in cui essi sono terminati).

Invece, i documenti a cura del cliente da conservare sono:

  • la certificazione del fornitore/produttore/assemblatore che attesti il rispetto dei requisiti tecnici richiesti;
  • la stampa originale della “scheda descrittiva dell’intervento”, riportante il codice CPID assegnato dal sito ENEA, firmata dal soggetto beneficiario;
  • le schede tecniche dei componenti e/o certificazione del produttore, marcatura CE con relative dichiarazioni di prestazione (DoP).

Mentre, la documentazione di tipo amministrativo riguarda:

  • delibera assembleare di approvazione di esecuzione dei lavori nel caso di interventi sulle parti comuni condominiali;
  • fatture relative alle spese sostenute: ovvero la documentazione relativa alle spese il cui pagamento non possa essere eseguito con bonifico, e , per gli interventi su parti comuni condominiali, occorre la dichiarazione dell’amministratore del condominio che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condomino;
  • ricevute dei bonifici bancari o postali(dedicati ai sensi della Legge 296/2006), recanti la causale del versamento: con indicazione degli estremi della norma agevolativa, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero e la data della fattura e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto destinatario del singolo bonifico;
  • stampa della e-mail inviata dall’Enea contenente il codice CPID, che costituisce garanzia che la scheda descrittiva dell’intervento è stata trasmessa.

 

Ecco il nuovo vademecum https://www.efficienzaenergetica.enea.it/media/attachments/2020/03/27/schermature_solari.pdf

decreto sisma

Il decreto sisma,tutto quello che c’è da sapere

Il decreto sisma ci permette di dedicarci a pratiche strutturali focalizzando la nostra attenzione sugli interventi locali.

Il decreto-legge n. 123/2019 convertito in Legge n. 156/2019 e definito anche come “Decreto Sisma” prosegue  e perfeziona il processo di modifica delle pratiche edilizie iniziato dallo “Sblocca cantieri” e introducendo quindi ulteriori novità nell’ambito dell’edilizia, compreso l’iter delle pratiche per gli interventi locali nelle zone sismiche.

Come cambia la classificazione degli interventi locali?

Le principali novità introdotte sono le nuove specifiche circa la classificazione degli interventi nelle zone sismiche. Il “Decreto Sisma” prosegue nella modifica dell’articolo 93 del Testo Unico Edilizia, ovvero il DPR 380/01 e ridefinisce il contenuto dell’art. 94 bis.

L’art. 94 bis al comma 1 distingue gli interventi tra:

  • interventi “rilevanti” nei riguardi della pubblica incolumità;
  • interventi di “minore rilevanza” nei riguardi della pubblica incolumità;
  • interventi “privi di rilevanza” nei riguardi della pubblica incolumità.

Per capire in quale casistica si rientra, è sufficiente riferirsi sempre al comma 1 dell’art.94bis che definisce:

  • Interventi rilevanti
  1. gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località ad alta sismicità (zona 1) e a media sismicità (zona 2, limitatamente a valori di accelerazione ag compresi fra 0,20g e 0,25g);
  2. le nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche, situate nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità (zone 3 e 4);
  3. gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume un rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile: nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso, situati nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità  (zone 3 e 4);

 

  • interventi di minore rilevanza
  1. gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località a media sismicità, (zona 2, limitatamente a valori di accelerazioni ag compresi fra 0,15 g e 0,20 g, e zona 3);
  2. le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti;
  3. le nuove costruzioni che non rientrano nella fattispecie di cui alla definizione di interventi rilevanti;
  4. le nuove costruzioni appartenenti alla classe di costruzioni con presenza solo occasionale di persone ed edifici agricoli, di cui al punto 2.4.2 del decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del 17 gennaio 2018;

 

  • interventi privi di rilevanza
  1. gli interventi che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d’uso, non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità.

 

Le novità del “Decreto Sisma” riguardano il territorio nazionale, ma vengono rimandati agli ambiti regionali le applicazioni operative delle novità: in particolare dal nuovo art.94bis.

Art.94-bis

  1. Per i medesimi fini del comma 1, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con la Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, definisce, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, le linee guida per l’individuazione, dal punto di vista strutturale, degli interventi di cui al medesimo comma 1, nonché delle varianti di carattere non sostanziale per le quali non occorre il preavviso di cui all’articolo 93. Nelle more dell’emanazione delle linee guida, le regioni possono confermare le disposizioni vigenti. Le elencazioni riconducibili alle categorie di interventi di minore rilevanza o privi di rilevanza, già adottate dalle regioni, possono rientrare nelle medesime categorie di interventi di cui al comma 1, lettere b) e c). A seguito dell’emanazione delle linee guida, le regioni adottano specifiche elencazioni di adeguamento alle stesse.

 

È opportuno considerare che, in alcune regioni, sono operativi dei sistemi informatici per la

digitalizzazione delle Pratiche Sismiche. E’ possibile vedere i cambiamenti, per ciò che concerne gli

interventi locali a valle dello ‘Sblocca cantieri’ e del “Decreto Sisma”, in queste Regioni: Emilia

Romagna, Lombardia, Toscana, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Sicilia, Calabria, Lazio.

 

 

 

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