A PADOVA STUDENTI SENZA BORSA DI STUDIO

Il caro vita e il rialzo dei prezzi si fanno sentire anche sulla vita degli studenti universitari: soprattutto per i fuorisede può pesare tanto una vita fuori casa. E in questo scenario suona ancora più grave quanto accaduto a Padova.
Oltre 2.400 gli studenti dell’Università di Padova rimasti senza borsa di studio pur avendone diritto: lo certifica la graduatoria definitiva delle borse di studio per l’anno accademico 2022/2023.
Sono i cosiddetti idonei non beneficiari, cioè coloro che avrebbero diritto alla borsa di studio ma non la riceveranno perché la Regione non ha stanziato abbastanza fondi per coprire tutti gli studenti che vi possono accedere. La denuncia è partita dall’Unione degli Universitari di Padova.
“Non accetteremo questo grave passo indietro sul diritto allo studio: l’università non può e non deve essere accessibile solo per chi ha le risorse economiche per permettersela – spiega Domenico Amico, senatore accademico e coordinatore di Studenti Per Udu Padova -. Per molti studenti non avere la borsa equivale a lasciare gli studi, come stanno facendo già tanti studenti in altre città. Le immatricolazioni sono calate per la prima volta dopo anni in Italia, perché c’è chiaramente un problema di diritto allo studio. Solo strumenti di sostegno alla comunità studentesca possono garantire che l’università sia appannaggio di tutte e tutti, indipendentemente dal loro reddito. Non siamo disposti ad aspettare oltre: l’assessore Donazzan deve prendersi le sue responsabilità e garantire abbastanza fondi sul diritto allo studio per coprire le borse di tutti gli idonei. Siamo pronti a mobilitarci, anche in vista del 17 novembre, la Giornata nazionale degli studenti: ci troveranno pronti”.

Fonte: Corriere Università
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ORIENTASUD – il SALONE DELLE OPPORTUNITA’ 2022

ORIENTASUD – Il SALONE DELLE OPPORTUNITA’ 2022

Da mercoledì 3 a venerdì 5 novembre 2021 si è tenuto OrientaSud, il più grande evento di orientamento dedicato ai giovani del Sud.
Un’edizione, la 22esima, in modalità completamente digitale in considerazione della situazione epidemiologica del nostro Paese e del target specifico coinvolto.
I giovani hanno potuto visitare l’area espositiva “entrando” virtualmente negli stand per raccogliere tutte le informazioni utili e richiedere un videocolloquio con i referenti per approfondimenti. Hanno inoltre partecipato a tutte le attività̀ in “aula”.

Tra i vari interventi molto interessante quello dell’INPS in materia di contratti di lavoro
“L’Inps è un ente che si occupa di tante cose. Molti di voi diventeranno clienti assicurati Inps, parte dei 23 milioni di clienti che fanno parte del 92% della forza lavoro”, dice la Dottoressa Francesca Belloni dell’INPS.
Nel workshop sono state presentate ai giovani le possibilità che possono avvenire durante il corso dell’età lavorativa delle situazioni più disparate per cui non si può percepire più un reddito
“Il tirocinio o stage non è un rapporto di lavoro ma è un periodo di orientamento e formazione. Solitamente si è inseriti o durante o dopo il rapporto scolastico, non c’è retribuzione (nessuna busta paga) e non c’è contribuzione. Ma c’è la tutela sugli infortuni”. Quando invece si viene assunti come dipendenti, quindi con un contratto di lavoro, gli obblighi previdenziali sono a carico del dato di lavoro. “A volte succede che i versamenti contributivi e gli altri oneri non sono totalmente allineati ma l’importante è che vengano versati”. Di questa tipologia di contratto fa parte l’apprendistato che è rivolto ad una fascia di popolazione giovane, dai 15 ai 29 anni, garantisce una formazione durante il periodo lavorativo ed è a tempo indeterminato (fino alla durata per legge prevista dell’apprendistato cioè dai 4 ai 5 anni). Questa tipologia prevede tutti gli obblighi contrattuali di versamento sia previdenziale, sia riguardo ammortizzatori sociale come malattia e disoccupazione.

EURES- LA MOBILITA’ IN EUROPA

EURES – LA MOBILITA’ IN EUROPA

Voglia di muoversi? Sarebbe meglio conoscere EURES.

EURES – European employment services è la rete europea dei servizi per l’impiego coordinata dalla Commissione europea. Sostiene l’occupazione attraverso una migliore mobilità dei lavoratori.
Coinvolge i centri pubblici per l’impiego, i sindacati, le organizzazioni datoriali, altre istituzioni pubbliche locali e nazionali.

In questo modo cercare lavoro in Europa è sempre più facile.

“Offriamo un servizio gratuito sia per chi offre lavoro che per chi lo cerca. Esistono molti siti che fanno il matching tra chi offre e chi cerca lavoro ma Eures lo fa in maniera gratuita – afferma la dott.ssa Immacolata Carillo, Eures Advisor durante il webinar di Orientasud 2022 sulla mobilità in Europa, a cura dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL). Sono centinaia di migliaia i posti a disposizione ogni giorno da parte delle aziende in tutti i Paesi europei. “Ogni posizione ha le sue caratteristiche e le informazioni sono le più disparate: dai tipi di contratto, alla remunerazione e molte altre caratteristiche”. Poi è possibile contattare direttamente l’azienda tramite l’email oppure il consulente Eures, sia in Italia che nel Paese di riferimento dell’annuncio.

“Solitamente quello che spaventa maggiormente chi vuole andare all’estero per lavorare è quello di avere un supporto nel Paese come ad esempio alloggio e servizi. Ed è qui che interveniamo noi – spiega la dott.ssa Carillo – con tutta una serie di informazioni che vi forniamo come ad esempio le possibilità di spostamento, le caratteristiche culturali, di vita, alloggi e così via. Per perfezionare l’idea di andare all’estero per un’esperienza di lavoro”. Sempre all’interno del sito è possibile trovare all’interno dello Stato di riferimento i consulenti Eures a livello regionale e provinciale. Ed è anche possibile contattarli via chat, oltre che email.

Gli European online job day sono dei giorni dedicate al lavoro in più settori economici e sono svolti in vari Paesi europei. Attraverso la registrazione si può partecipare online agli eventi. “Per i giovani e gli studenti vanno fatte come chi sta cercando lavor, job seeker, il 15 novembre 2022 sarà la prossima giornata europea del lavoro dove è possibile incontrare virtualmente varie aziende, sia italiane che europee, in vari settori. Ci sono aziende già registrare e sarà possibile, previa prenotazione, fare anche dei colloqui digitali con queste aziende”. Inoltre durante le giornate ci sono esperti che forniranno tutte le informazioni del mondo lavorativo europeo, condizioni di lavoro, stili di vita e così via. Inoltre anche qui è possibile contattare e parlare con i consulenti Eures per avere una finestra sul mondo del lavoro europeo.

I PROGETTI DI MOBILITA’ PROFESSIONALE
Eures Targeted Mobility Scheme, partito il 15 marzo 2021 e scade ogni biennio e viene rinnovato dalla Commissione Europea. “Esso offre servizi gratuiti, anche finanziari, ad aziende che offrono lavoro e a chi lo cerca – afferma la dott.ssa Maria Rosaria Capone, consulente Eures Advisor Caserta – per suppportare l’occupabilità e l’occupazione in Europa”. Oggi Eures Italia è capo-progetto avendo vinto la call europea, insieme agli uffici Eures di altri Stati come Bulgaria, Francia, Olanda, Spagna, Malta e Croazia. All’interno del network ci sono tutti i Paesi europei, più Islanda e Svizzera. Ci sono vari settori: salute e assistenza, attività scientifiche e tecniche, tutto il settore dell’educazione, della comunicazione, del digitale. “Bisogna essere maggiorenni e gli spostamenti dei lavoratori devono essere tutti tramite offerta di contratto riconosciuto, finanche fosse solo un tirocinio retribuito per almeno 500 euro mensili”.

I dati. “Si conta di erogare nel biennio 2021-2023 ai datori di lavoro fino a 600 candida assunti e 2500 assunzioni con il progetto. Per candidarsi basta registrarsi su Euresmobily.anpal.gov.it “Per i candidati sono previsti indennizzi per quanto riguarda i viaggi di colloquio, i corsi di lingua, il trasferimento e anche un’integrazione di remunerazione per quanto riguarda tirocini o apprendistato”. Insomma un servizio rivolto soprattutto a quei giovani che vogliono fare esperienze diverse ma non sempre hanno le risorse necessarie per fare questo importante passo avanti verso un futuro proficuo.

Decreto 24 CFU

CHE FINE FANNO I 24 CFU? C’È TEMPO FINO AL 31 OTTOBRE!

Il 10 agosto 2017 il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la ricerca ha emanato cosiddetto “Decreto 24 CFU“, che disciplina in modo completo l’acquisizione dei crediti formativi necessari per l’insegnamento. Un tassello aggiuntivo e nuovo nel percorso che deve intraprendere chi vuole diventare insegnante.
Il decreto 2017 infatti, prevedeva di dover conseguire almeno 24 crediti formativi nei settori antropo-psico-pedagogici e nelle metodologie didattiche. Nello specifico, i settori scientifico disciplinari (SSD) in cui è necessario integrare la propria formazione sono:

  • M-PSI/04 Psicologia dell’educazione 6 CFU
  • M-DEA/01 Antropologia culturale* 6 CFU
  • M-PED/01 Pedagogia generale e sociale 6 CFU
  • M-PED/03 Metodologie e tecnologie didattiche* 6 CF

I NUOVI PERCORSI DI ABILITAZIONE DA 60 CFU
Il Decreto 36/2022, convertito nella Legge 29 giugno 2022, n. 79, ha riformato l’intera procedura del reclutamento degli insegnanti della scuola secondaria prevedendo che a regime saranno attivati percorsi di abilitazione da 60 crediti formativi universitari (CFU) o accademici (CFA), comprendenti attività di tirocinio diretto e indiretto in misura non inferiore a 20 CFU/CFA con una prova finale. Al termine del percorso il docente conseguirà quindi l’abilitazione all’insegnamento.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell’istruzione e dell’università e della ricerca, che si sarebbe dovuto adottare entro il 31 luglio 2022, dovranno essere definiti i contenuti e la strutturazione dell’offerta formativa, tenendo conto comunque dei seguenti elementi già previsti dalla legge:

  • Almeno 20 CFU dovranno essere relativi al tirocinio diretto e indiretto.
  • Per ogni CFU/CFA di tirocinio, l’impegno in presenza nelle classi non può essere inferiore a 12 ore.
  • Almeno 10 CFU dovranno essere conseguiti in area pedagogica.
  • Occorre assicurare che vi sia proporzionalità tra le diverse componenti dell’offerta formativa e che siano tenute in considerazione le specificità delle materie scientifiche, tecnologiche e matematiche.
  • Un certo numero di crediti formativi universitari o accademici dovranno essere riservati alla formazione inclusiva delle persone con disabilità.
  • Fermo restando il conseguimento di almeno 10 crediti formativi di tirocinio diretto, sia comunque riconosciuta la validità dei 24 crediti formativi già conseguiti, quale requisito di accesso al concorso secondo il previgente ordinamento.
  • Il decreto definisce le linee guida per il riconoscimento degli eventuali altri crediti maturati nel corso degli studi universitari o accademici, purché essi siano strettamente coerenti con gli obiettivi formativi. I suddetti tirocini non sono retribuiti.

PERCORSI TRANSITORI DA 30 CFU

Solo fino al 31 dicembre 2024, sarà possibile accedere ai concorsi anche avendo conseguito almeno 30 CFU del percorso universitario e accademico di formazione iniziale: a condizione che parte dei CFU/CFA siano di tirocinio diretto.

Attenzione: i percorsi da 30 CFU (il cui contenuto dettagliato dovrà essere ancora definito) saranno in ogni caso percorsi diversi dagli attuali 24 CFU. Infatti, i 30 CFU costituiranno una “parte” del percorso universitario e accademico di formazione iniziale (cioè del percorso da 60 CFU) ed è espressamente previsto che una parte riguarderà il tirocinio diretto.

Chi parteciperà al concorso avendo solo 30 CFU, dopo il superamento del concorso e nel primo anno di immissione in servizio, sottoscriverà un contratto a tempo determinato e dovrà integrare la formazione iniziale per la restante parte dei 60 CFU richiesti; inoltre, dovrà superare la prova finale necessaria per l’abilitazione.

SIAMO ANCORA IN TEMPO PER I 24 CFU!

Coloro che abbiano conseguito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022, potranno accedere ai concorsi fino al 31 dicembre 2024.

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