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NTC 2018: riscontrate alcune criticità

Edoardo Cosenza, componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ha annunciato sulla sua pagina facebook che la circolare applicativa delle Norme Tecniche per le Costruzioni – NTC 2018 potrebbe essere pubblicata entro luglio.

La nuova normativa prevede requisiti meno rigorosi per quanto riguarda l’adeguamento antisismico degli edifici già costruiti, a differenza degli edifici di nuova costruzione che saranno sottoposti a requisititi più rigidi.

La categoria dei geologi però ha evidenziato delle criticità delle NTC 2018: Francesco Peduto – presidente del CNG – ha sottolineato come l’iter proposto dalla normativa sia anomalo e potrebbe portare ad uno spreco di risorse, inoltre critica la mancanza di riferimenti degli aspetti sismici che devono essere presenti nella relazione geologica.

Il 20 aprile il Consiglio Nazionale dei Geologi ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio per la cancellazione delle norme che non valorizzano la figura del geologo.

Nello specifico per il CNG nelle NTC 2018 c’è “carente considerazione o, comunque, inadeguato riconoscimento della figura del geologo quale progettista specialista e delle sue specifiche competenze professionali”. Viene sottolineata anche la mancata esigenza “di eseguire accurati studi ed indagini geologiche, da trasfondere nella modellazione geologica, geotecnica e sismica, quali ineludibili elaborati di ogni livello di progettazione per le commesse pubbliche ma anche per i lavori privati”.

Un’altra normativa violata da parte delle NTC 2018 secondo i geologi, è quella che impone, per le verifiche di sicurezza e stabilità aventi rilevanza geotecnica, l’uso di metodi e procedimenti della geotecnica per i calcoli di stabilità del complesso terreno-opera di fondazione, anche a fini di prevenzione dell’attività sisimica.

Il CGN non è l’unico ad aver presentato ricorso, anche il Comitato per la diagnostica e la sicurezza delle costruzioni e dei beni culturali (CODIS) ha evidenziato delle criticità nell’ambito dei controlli sulle costruzioni. Il CODIS ha indicato, in un comunicato, che le NTC “restringono il campionamento ai soli Laboratori prove e materiali (nati nel 1971 quali laboratori prova sui materiali edili che verificano la correttezza degli standard prestazionali dei materiali inseriti nel processo costruttivo e quindi, nulla c’entrano con i controlli per diagnosticare lo stato di salute dell’edilizia storica e monumentale), impedendo ai professionisti incaricati (anche se riuniti in forma d’impresa) di prelevare campioni dalle strutture già esistenti”.

Il CODIS critica anche l’affidamento del campionamento dei materiali da costruzione ai tecnici di laboratorio, come si legge nel comunicato: “Un qualunque cittadino o lavoratore per il semplice fatto di essere dipendente di un Laboratorio, potrà effettuare i campionamenti sulle strutture esistenti, mentre un ingegnere o un architetto non potranno più effettuare un prelievo da una struttura per eseguire, sotto propria competenza e responsabilità, delle opportune indagini sulla sicurezza sismica di un edificio”. Ritiene inoltre che 100 laboratori siano troppo pochi per effettuare i controlli su tutto il territorio nazionale, con il rischio di un blocco.

40 tra le imprese aderenti al Comitato per la diagnostica e la sicurezza delle costruzioni e dei beni culturali, sulla base di questi motivi, hanno presentato ricorso al Tar ottenendo anche il sostegno di associazioni di categoria quali Inarsind, Federarchitetti e Assorestauro.