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Superbonus: pubblicati i decreti attuativi

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale sono diventati pienamente operativi i decreti emanati dal Ministro Stefano Patuanelli, riguardanti il Superbonus e il Sismabonus al 110%, introdotti dal decreto Rilancio.

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Professionisti, quali sono le lauree che oggi potrebbero diventare abilitanti?

Per molte nuove lauree è arrivato il momento di rilasciare l’attestato di professionista durante il tirocinio pre-laurea.

Vediamo insieme per quali professionisti e lauree è stato avviato il disegno di legge.

Il CdM ha approvato infatti un disegno di legge che prevede l’abilitazione diretta per tutti coloro che abbiano preso una laurea in alcuni ambiti di studio specifici, soprattutto per quanto riguarda le professioni tecniche e sanitarie. 

Questa decisione deriva dal bisogno di agevolare e rendere più semplice l’ingresso ad alcune professioni.

Nello specifico i professionisti che saranno abilitati con laurea saranno:

  • Geometra laureato
  • Agronomo laureato
  • Agrotecnico laureato
  • Perito agrario laureato
  • Perito industriale laureato

 

Come funzionerà l’abilitazione dunque insieme alla laurea?

Durante il corso di studi dovrà essere compiuto un tirocinio che sarà poi propedeutico alla laurea, la laurea stessa varrà in seguito come esame di stato che abilita in maniera diretta alla professione.

Potrebbero rientrare in questa casistica anche gli agronomi, i conservatori e i dottori forestali, previo consenso da parte del collegio dei professionisti di appartenenza.

Le lauree che abilitano sono lauree triennali e l’obiettivo è quello di rendere sempre un maggior numero di lauree abilitanti per la specifica professione alla quale si vuole accedere.

Ha dichiarato infatti il presidente del Consiglio Nazionale dei periti industriali e periti industriali laureati che adesso bisognerà lavorare di concerto con il Mistero del Consiglio al fine di tutelare si le professioni ma soprattutto fare in modo che i tirocini previsti dalla attuale giurisprudenza siano davvero garanzia di qualificazione e formazione per i tecnici del futuro.

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Rigenerazione Urbana, tutto quello che c’è da sapere sulle nuove norme

Rigenerazione urbana, in arrivo un nuovo fondo di 500 milioni di euro legato a nuovi progetti, studi di fattibilità e lavori di pubblico interesse.

Il ddl messo in discussione il 21/10/2020 prevede un rilancio delle aree urbane, e un riuso delle aree già urbanizzate, il contenimento dell’utilizzo del suolo e la riduzione dei consumi.

Il tutto contenuto all’interno di un Piano Nazionale di Rigenerazione Urbana che dovrà essere gestito e programmato dai Comuni, che avranno la facoltà di elaborare un piano di rigenerazione urbana comunale.

Qualora i comuni non abbiano a disposizione il budget necessario a tentare il processo di rigenerazione, allora potranno richiedere di partecipare ad un concorso di idee o concorso di progettazione.

I concorsi vengono articolati nel seguente modo :

  • Livello: idee e progetti
  • Livello: elaborazione del progetto

Chi vincerà il primo livello, quindi presentando l’idea progettuale più interessante potrà presentare la modalità operativa secondo cui elaborare il progetto. A costui sarà corrisposto un premio pari alle prestazioni richieste dal bando.

 

Il fondo di 500 milioni previsto avrà corso fino al 2039 e sarà anche a disposizione delle Regioni che vogliono partecipare a progetti di rigenerazione urbana.

Tali risorse economiche saranno finalizzate a:

  • Rimborso spese di progettazione per realizzazione opere di rogenerazione previsit nei piani urbani comunali
  • Finanziamento studi di fattibilità per progetti legati ad interventi di rigenerazione urbana
  • Finanziamento opere ed interventi per servizi pubblici atti allo scopo di rigenerazione urbana
  • Finanziamento per le spese legate alla demolizione di operee incongrue al programma di rigenerazione
  • Finanziamento ristrutturazione del patrimonio immobiliare pubblico

Al fine di adottare il programma di rigenerazione le Regioni dovranno lavorare sul recupero e riconteggio delle volumetrie dei beni pubblici, dovranno censirli e ricollocarli.

Ai comuni invece spetterà individuare gli ambiti urbani sui quali poter attuare un progetto di rigenerazione.

 

Deroghe previste e semplificazioni amministrative

Il ddl sulla rigenerazione prevede deroghe per altezze massime consentite dal DM 1444/1968 di gruppi di edifici interessati dal programma, altresì saranno consentite deroghe a distanze minime previste nel caso di gruppi di edifici che rientrano in progetto privilegiato.

Chi controllerà il lavoro?

E’ stato istituito un organo che sarà rappresentato da alcuni membri del Ministero dell’ambiente, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministero dei beni e attività culturali, del Ministero dell’economia e finanza e delle Regioni e Province autonome.

immobili collabenti

Immobili collabenti, tutto quello che devi sapere dall’agenzia dell’entrate

Immobili collabenti, l’agenzia delle entrate si è espressa anche in merito a come applicare il superbonus su unità immobiliari censite come F2.

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Superbonus decreti attuativi– approfondimento su come modellare l’edificio

Parliamo ancora di Superbonus, tema principale del momento per approfondire nel dettaglio tutti gli aspetti necessari ai tecnici per cominciare ad operare: nello specifico, oggi andiamo ad esaminare i decreti attuativi.

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sismabonus

Sismabonus: aumento tetto di spesa per i capannoni

Sismabonus, al ddl che converte il DL 104/2020 sono stati presentati nuovi emendamenti che prevedono l’innalzamento del tetto massimo di spesa per gli edifici produttivi.

Attualmente il sismabonus ha un tetto di spesa unico sia per gli edifici residenziali che per quelli produttivi che ammonta a 96mila euro.

Gli operatori però hanno lamentato da subito che il limite per gli edifici produttivi fosse troppo basso, chiedendo che lo stesso fosse legato alla dimensione degli edifici.

Finora nulla era cambiato, ma uno degli emendamenti presentati nel ddl, prevede di mantenere il tetto dei 96mila euro solo per gli edifici produttivi fino 1000 metri quadri.

Per le metrature superiori invece la suddivisione dovrebbe essere la seguente:

  • Da 1000 a 1999 metri quadri: 100 euro per metro quadro
  • Da 2000 a 5999 metri quadri: 50 euro per metro quadro
  • Oltre i 6000 metri quadri: 20 euro per metro quadro.

Altri emendamenti invece prevedono tetti di spesa proporzionati alla metratura anche per edifici più piccoli. I parametri dovrebbero essere i seguenti:

  • Fino a 499 metri quadri: 120 euro per metro quadro
  • Da 500 a 1999 metri quadri: 100 euro per metro quadro
  • Da 2000 a 5999 metri quadri: 50 euro per metro quadro
  • Oltre i 6000 metri quadri: 20 euro per metro quadro

 

Se queste misure fossero applicate, il sismabonus sarebbe più vantaggioso per le imprese e di sicuro favorirebbe la messa in sicurezza degli edifici.

Intanto fino al 31 dicembre 2021 gli interventi antisismici saranno agevolati con il superbonus 110%, usufruendo anche dello sconto in fattura e della cessione del credito

superbonus 110%

Superbonus 110%- Tutte le news

IL SUPERBONUS 110%

Finalmente si può dare il via ai lavori di riqualificazione energetica con il superbonus 110%.

Vediamo tutti i dettagli

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superbonus

Superbonus: I decreti attuativi– approfondimento sui limiti di trasmittanza

Continuiamo ad analizzare i decreti attuativi del Superbonus e vediamo cosa è cambiato in termini di limiti di trasmittanza da rispettare.

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codice appalti

Codice appalti: cosa cambia con il decreto semplificazioni

Codice appalti, cosa cambia con Il Decreto Semplificazioni.

Il decreto semplificazioni è diventato legge (120/2020) e fino al 31 dicembre 2021 vi saranno semplificazioni per l’esecuzione e la progettazione di lavori di ristrutturazione che prima non erano consentiti e modifiche alle norme per la demolizione degli edifici abusivi e della rigenerazione urbana.

Incarichi senza gara fino a 75mila euro

Per gli incarichi di progettazione, architettura e ingegneria, fino ad un valore di 75mila euro, la nuova legge consente l’affidamento diretto. Oltre tale soglia e fino alle soglie comunitarie, si utilizza la procedura negoziata con almeno 5 operatori economici.

Appalti fino a 150mila euro

Per i lavori fino a 150mila euro si può utilizzare l’affidamento diretto, mentre invece oltre questo importo e fino ai limiti comunitari, si utilizza la procedura negoziata.

Opere complesse

Entro il 31 dicembre 2020 il Presidente del Consiglio dovrà individuare le opere che presentano determinate complessità, che possono riguardare la progettazione, la realizzazione, l’impatto economico o sociale. Per tali opere, la legge prevede la nomina di commissari con poteri di deroga rispetto alle norme, per fronteggiare eventuali criticità operative.

Dibattito pubblico

Per velocizzare le grandi opere che hanno un rilevante impatto sull’ambiente, fino al 31 dicembre 2023, le amministrazioni aggiudicatrici, dopo aver ottenuto la maggioranza delle amministrazioni interessate, possono aggirare le regole previste dall’art. 22, c.2 del Codice Appalti e dal dpcm 76/2018 e procedere agli studi di prefattibilità e alle successive fasi progettuali.

Demolizioni, ricostruzioni e ristrutturazioni

Per gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, vanno rispettate le distanze previste dalla legge, mentre, nelle aree dove è concesso, è possibile l’ampliamento volumetrico rispetto all’edificio preesistente sempre mantenendo le distanze preesistenti. Nei casi in cui gli edifici vengono ricostruiti fuori sagoma rispetto ai precedenti, viene considerata ristrutturazione edilizia. Tale denominazione viene assunta anche dagli edifici soggetti ad adeguamenti antisismici, interventi volti all’efficientamento energetico o alla rivalutazione del bene.

Limiti e deroghe: zone A e stadi

Nelle zone A, nei centri storici, in caso di edifici di pregio architettonico, saranno necessari appositi piani di riqualificazione comunali per poter demolire e ricostruire.

In tali zone, per poter essere considerato come ristrutturazione, gli edifici devono rispettare le caratteristiche tipologiche e volumetriche degli edifici precedenti.

Per gli impianti sportivi, gli interventi possono essere realizzati in deroga alle norme dei Beni Culturali che regolano gli edifici di interesse pubblico e culturale.

Autorizzazione antisismica

In caso di richiesta di autorizzazione antisismica, gli organi regionali competenti sono tenuti a dare il loro parere entro 30 giorni, trascorsi i quali, si applica il silenzio assenso, certificato tramite un documento consegnato al richiedente entro 15gg.

Verifica della progettazione

Il Codice appalti, all’art. 26 prevede che per la costruzione, o adeguamento di dighe, ponti e le opere di sostegno dei terreni come da DM 26 giugno 2014, sia soggetta ad una verifica preventiva dei progetti, per accertarne la conformità alle norme tecniche.

Per la progettazione di interventi di riduzione del rischio idrogeologico, le regioni possono avvalersi di società in house delle amministrazioni dello Stato ed interessa tutti gli interventi finanziati con fondi regionali, nazionali o europei.

 

Scia: quando per le opere pubbliche

Nella riqualificazione di scuole, università, strutture sanitarie, alloggi studenti e strutture sportive, è possibile usufruire della SCIA.

Abusi edilizi

In caso di abusi edilizi, la demolizione degli edifici, da parte dei Comuni, va eseguita entro 180giorni dall’accertamento, altrimenti diventa di competenza del prefetto che si avvale del personale dei Comuni

Uso temporaneo degli immobili

Il Comune può destinare edifici ad usi diversi da quelli previsti e concederne un utilizzo temporaneo, qualora questo favorisca la nascita di iniziative culturali, promuova una rivalutazione del territorio ed il recupero ambientale.