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Edifici a energia quasi zero: l’Italia recepisce la direttiva Europea

Al via il decreto attuativo.

Venerdì 24 maggio il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato il decreto di attuazione della Direttiva Europea 2010/31, ponendo rimedio alla procedura di infrazione già aperta dalla Corte Europea per la non corretta attuazione della Direttiva 2002/91/CE.

Il nuovo decreto, oltre che completare il recepimento della 2002/91, introduce anche nella normativa italiana la nozione di “Edifici a energia quasi zero”, stilando un Piano Nazionale che preveda le tempistiche di attuazione che ci permettano di incrementarne la diffusione tramite step intermedi, atti a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa: la totalità degli edifici di nuova costruzione dovrà essere a energia quasi zero entro il 31 dicembre 2020.

Il decreto adotta anche una metodologia di calcolo, che sarà imposta a livello nazionale, e introduce gli standard di requisiti minimi di prestazione energetica, che permettano di raggiungere i livelli ottimali di rendimento in rapporto ai costi.

Per questo motivo non si parlerà più di attestato di certificazione energetica, ma di attestato di prestazione energetica, ponendo cosi l’accento sulla necessità di perseguire una vera e propria “performance “ energetica degli edifici: i professionisti chiamati a redigerli dovranno porsi in maniera attiva come consulenti energetici, con competenze trasversali sempre più specifiche.

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